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    April 20

    Hello, Hello?

     
    "Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati."
     
     

    Che ci piaccia o no il mondo è fatto di conflitti. C'è chi cerca di trovare una teoria che riunisca tutte le leggi della fisica e chi invece si nasconde dietro il volere di un dio. Da migliaia di anni ci si interroga su etica, morale e filosofia. Giusto o sbagliato. Bello o brutto.

    Mente o cuore.

    A volte le cose succedono senza un vero perchè, anche una mente razionale può trovarsi a dover affrontare qualcosa di inaspettato che semplicemente entra in profondità e sfida qualsiasi criterio logico. E' già un primo segno di debolezza, vengono messi da parte dei principi in favore di un bene ritenuto superiore, fatto di felicità, sicurezza, completezza. Non si smette mai per nessun motivo di dare sempre e comunque il 100%, lo stesso 100 che fino ad allora avevamo ritenuto impossibile da dare per qualsiasi altra persona. Lo stesso 100 che non sarà mai abbastanza. Lo stesso 100 che non avremo mai in cambio.

    Non sei altro che un traghettatore. Di te stesso.

    Giorni, mesi spesi a giocare a nascondino, a piangere realizzando di aver perso ciò che in realtà non è mai stato tuo neanche lontanamente, neanche mentre si stava soli, occhi negli occhi, neanche se per te quello era l'unico momento, l'unico posto e l'unica persona che avessero mai realmente avuto ragione di essere quello che avevi sempre cercato. Illuso dalle proprie false speranze.

    Delusione e tristezza. A badilate.

    Delusione e tristezza perchè nessuno ha mai veramente sbagliato. Perchè a seguire il cuore non si sbaglia mai. Ci si fa del male, è vero, ma ride bene solo chi prima ha pianto tanto.

    "Il dolore infierisce proprio là dove si accorge che non è sopportato con fermezza. Poiché il ringhioso dolore ha meno forza di mordere l'uomo che lo irride e lo tratta con disprezzo."

    Ed è qui che bisogna fare appello a quel barlume di intelletto che sappiamo essere rimasto. Il coraggio di voler mettere la parola 'fine' e la forza di voler ricominciare da zero. Voltare pagina. Perchè si può aver perso tempo, forse anche un po' di lucidità (magari troppa), ma la dignità e la coerenza, quelle no. E un grazie va anche a chi contro la tua volontà ti tiene le mani legate dietro alla schiena, con una mano ti tira uno schiaffo e con l'altra te la gira lei la pagina. Ma alla fine la penna la ridà in mano a te.

     

    "Non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa"
     
    SoundTrack: Hello, Hello?
    March 04

    Lì dove il ghiaccio è più sottile




    Perchè comunque vada finisci sempre per dubitare, anche se sai di essere nel giusto, anche se sai che le risposte sono ininfluenti. Ti chiedi se il tuo bisogno debba per forza avere un riscontro così spudoratamente reale da lasciar perdere tutto ciò che fino ad allora avevi invece ritenuto indispensabile, solo perchè a volte quell'abbraccio di un secondo riesce a cancellare quello che milioni di parole non riuscirebbero mai a fare. E a questo punto sei sconvolto dalla semplicità con cui le persone passano dall'essere indispensabili come l'ossigeno a niente di più che erbacce da estirpare. Ti sale quasi la paura di diventare come tutti quelli da cui sei sempre stato fiero di essere diverso, quella filosofia del "carpe diem" portata all'estremo, solo per un brivido in più, senza accorgersi che non si sta facendo altro che terra bruciata intorno a sè. E di conseguenza perdi la capacità di provare affetto, non hai più quella sensibilità che avevi nell'inquadrare le persone al primo colpo. Per non soffrire, dicono, ma la verità... è che smetti di crederci.

    E intanto cerchi sempre nuovi stimoli, abbandoni quelli vecchi, inseguiti tanto a lungo e inutilmente, ti distrai, prendi tutto ciò che passa per vivere la tua vita al massimo. Perchè poi ti rendi conto che i tuoi primi vent'anni, nonostante ti abbiano reso ciò che sei adesso, in fondo li hai buttati nel cesso.

    E a volte la colpa è solo tua.

    Ti aggrappi alle persone che vedono in te ciò che nemmeno tu pensi di avere, e che per questo non riesci mai a ringraziare abbastanza, ma con quelle nuove ci vai con i piedi di piombo, perchè ormai l'insicurezza e la paura hanno preso il sopravvento. Quando per la prima volta senti di aver perso la fiducia in una persona che è stata al centro della tua vita è come se si spezzasse qualcosa, ti chiedi quando potrebbe succedere ancora e con chi, e non c'è più logica che tenga. Continui per la tua strada, chiedendoti quando passerà, guardingo e con la sola compagnia di chi invece sei sicuro al 100% che non ti tradirà mai.
    Perchè comunque, per fortuna, esistono anche loro...



    «Non capisci quando cerco in una sera un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare.
    Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
    Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà»



    February 18

    Blue Skies, Broken Hearts...




    Paul:  «Holly, non voglio che tu faccia altre sciocchezze!»
    Holly:  «E tu che cosa c'entri?»
    Paul: «C'entro! Sono innamorato di te!»
    Holly: «E poi?»
    Paul: «Come e poi?! E poi basta! Io ti amo e tu mi appartieni!»
    Holly: «Oh no... nessuno appartiene a un altro... io non voglio farmi mettere in gabbia.»
    Paul: «Ma io non voglio metterti in gabbia, io voglio amarti!»
    Holly: «Ma è la stessa cosa!»
    Paul: «No, non lo è! Holly...»
    Holly: «Non sono Holly e non sono neanche Lulaby... non lo so chi sono... io e il mio gatto siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene, ecco quale è la verità.»
    Paul: «Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.»


    Faccio già fatica a non farmi opprimere dall'idea di non essere all'altezza delle persone a cui tengo e che a loro volta tengono a me o che in un modo o nell'altro vorrei fossero parte della mia vita. Perchè al di là delle belle parole che sono sempre tutti pronti a spendere (sinceramente o meno) è così che mi sento a volte, non all'altezza.
    Ma il peso più grande è forse quello di vedere altra gente che si prende carico di questo problema e che vorrebbe fare sempre di più per aiutarti e il tuo stare male sembra rendere tutto inutile. Io mi rendo conto di non poter fare niente per instillare fiducia in loro per quello che fanno così come loro cercano di fare con me, ma allo stesso modo è chiaro (per me) che le loro non sono parole al vento, neanche un secondo del loro tempo sarà mai sprecato, perchè a volte basta anche solo una spalla su cui piangere per stare meglio, senza troppi giri di parole, perchè ci si può mettere tutta la buona volontà del mondo ma quando si viene lasciati si soffre e basta. Non serve dare la colpa a qualcuno, quando questo qualcuno è l'unica vera scelta che abbiamo avuto il coraggio di fare per correre dietro a quella felicità che sembra sempre una spanna più in là della nostra mano. Non serve quando quel qualcuno è l'oggetto del nostro amare al grado estremo. E' inutile cercare di fregare il tempo, quando tutto si sgretola non ci si può aspettare un dolore meno estremo del suo opposto che l'ha generato, serve "solo" qualcuno che ti accompagni e che ti ricordi che è vero sì che a volte il desiderio più profondo nonchè la cosa più importante che potremo mai imparare e ottenere nella nostra vita è di trovare qualcuno da amare, e che ci ami a nostra volta, ma è altrettanto vero che a volte, quando tutto questo ci sembra irraggiungibile, è fondamentale sapere che comunque vada, non saremo mai soli.
    Non c'è spazio per gesti caritatevoli, per la mia tanto amata filosofia da bar, o per tutte quelle cose che si è sempre pronti a fare per aiutare qualcuno. Tra i miliardi di pensieri e di sentimenti che riempiono nel bene e nel male le mie giornate, ce n'è solo uno che non troverà mai spazio: l'indifferenza. Perchè è vero, quando si arriva effettivamente al punto di amare qualcuno al grado estremo nulla di ciò che ne rimane può essere ignorato, a prescindere dal fatto che si è comunque destinati a lasciarsi tutto alle spalle.





    January 28

    Chi schiaccia una farfalla su una ruota?




    Quante volte pensiamo di essere noi stessi la persona che conosciamo meglio? Quante volte diamo per scontato di sapere perfettamente ciò che stiamo cercando?
    Troppe.
    E a questo punto la domanda è: "Come si fa a gestire la consapevolezza che la nostra mente non è completamente in grado di conoscere sè stessa?".
    Si prova, si rincorre tutto ciò che riteniamo indispensabile per dare un senso al nostro essere. Oppure ci si lascia trascinare dalle illusioni, esperienze effimere da cui si viene travolti e ci si lascia travolgere, spinti dalla convinzione che sia ciò di cui abbiamo bisogno. A quel punto credo che le strade siano tre:
    Ci si rende conto di aver trovato un equilibrio, che il percorso che avevamo individuato e imboccato era quello giusto, ci eravamo prefissi una meta che sapevamo essere giusta e l'abbiamo raggiunta. Perfetto.
    La seconda possibilità non è altro che l'opposto della prima, passiamo talmente tanto tempo ad immaginare, influenzati da mille cose e persone, che quando ci troviamo in mano il frutto che abbiamo sognato così a lungo, alla fine ha un sapore completamente diverso da quello che ci aspettavamo.
    Ed infine la terza, ci si muove spinti dalla stessa brama di felicità, ma ci si rende conto solo alla fine di tutto, quando abbiamo ormai abbandonato la nostra strada, che in realtà c'è bisogno di un prima e di un dopo per capire ciò che sta in mezzo, che era quello ciò di cui avevamo bisogno. La cosa frustrante è che spesso succede quando ormai è troppo tardi, quando girandoci indietro vediamo tutto ciò che abbiamo calpestato per strada e siamo costretti a lasciar perdere e andare avanti, facendo tesoro di ogni parola che adesso che sappiamo di non poter più sentire ci manca così tanto, di ogni momento che abbiamo vissuto con troppa leggerezza, pensando che ne avremmo vissuti di migliori, ignari del fatto che avevamo in mano il mondo, il nostro mondo, e che abbiamo buttato via tutto.
    Penso che in ogni caso sia un percorso inevitabile nella vita di una persona, perchè comunque si scrivono pagine su pagine, si acquisisce sicurezza, si rivedono i propri obiettivi, ci si avvicina ad un equilibrio che più o meno lentamente inizia a prendere forma e diventa più facile da raggiungere.
    Ci può stare il rimorso per aver coinvolto persone che non lo meritavano, a volte la scusante di aver agito per il proprio (presunto) bene può non bastare, ma è dalle reazioni che riceviamo che si capisce il valore di un rapporto e il contributo che ci può dare. Si può peccare di opportunismo, mancanza di coerenza, semplice incertezza... tutte debolezze che fanno parte, in misure diverse, di ognuno di noi. Quando siamo noi a subire può anche essere che si scopre di avere più comprensione di quanto ci si aspetti e si finisca con il non provare alcun rancore, i sentimenti rimangono immutati, ma si abbandona tutto ciò che si è rincorso a lungo. E qui ci si smena e si soffre, perchè è come avere un fottuto post-it davanti agli occhi tutto il tempo che ci ricorda da dove nasce la nostra brama di volere qualcosa di speciale sapendo che non potrà mai accadere, ma purtroppo fa parte del gioco... Una sola cosa può consolarci nell'immediato, ciò che si fa per se stessi muore con noi ma cio che si fa per gli altri sopravvive.
    Il passaggio all'indifferenza però è breve e pericoloso, il tempo gioca brutti scherzi, può fare da saggio consigliere o cancellare una delusione che potremmo non riconoscere una volta che ci saremo incappati una seconda volta. Purtroppo nessuno ha la capacità di neutralizzare l'influenza che le persone hanno sulla nostra vita, quando vogliamo che ne facciano parte, e questo porta al non poter mai dare per scontato o escludere nulla. Nel bene e nel male.

    Ma nonostante tutto questo, se scoprissimo di avere ormai soltanto cinque minuti per dire tutto ciò che vogliamo dire, ogni cabina telefonica sarebbe occupata da gente che chiama altra gente per balbettare un «Ti voglio bene». Le nostre orecchie sono porte sempre chiuse. Fuori, voci diverse pronunciano la stessa frase, ma solo in un preciso momento una di quelle voci varcherà la soglia. Forse noi non sapremo chi l'abbia pronunciata e chi lo ha fatto non saprà mai di aver oltrepassato la nostra porta. Ma quell'ancora di salvezza è entrata, la tristezza è passata. Questo solo conta, non sono le gabbie che fermano i voli.

    «L'uomo è un apprendista, il dolore il suo maestro, e nessuno conosce sè stesso finchè non ha sofferto.»



    December 16

    Fake


    A volte succede che passi una vita nell'oblio, nella spensieratezza di un'esistenza condotta troppo spesso per inerzia, senza motivazioni. Non un traguardo, non un premio ad attenderti. Ad un certo punto però inizi a rendertene conto, ti guardi intorno, cerchi un perchè, ti chiedi se sei il solo... E le risposte arrivano. Inizi a conoscere persone che sembrano avere i tuoi stessi dubbi, i tuoi stessi bisogni. Si sentono diverse, hanno bisogno di uno sfogo, di qualcosa per esprimere quello che altrimenti non potrebbero dire perchè sono circondate da chi invece rimane passivo, da chi si accontenta. E quando ti accorgi che c'è effettivamente qualcuno che condivide con te questa capacità di andare oltre senti subito che ti può fare bene due volte... hai la consapevolezza di poter dare un senso al tuo essere così come sei, alla tua sensibilità per cui sono più le volte che vieni preso in giro invece che quelle in cui viene percepita e condivisa. E soprattutto hai la soddisfazione di vedere che riesci fa far stare bene le persone che come te si erano sentite sole, sprecate.

    «Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po' meglio di come l'hai trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio»

    Sorrow lasts through this night
    I'll take this piece of you, and hold for all eternity
    For just one second I felt whole... as you flew right through me.

    Ma c'è ancora una domanda...
    E se non dovesse bastare?




    November 24

    Brighter

    "Ci tormentiamo l'anima per dare un senso alla vita, per individuare un traguardo. E alla fine lo troviamo nascosto dentro di noi, nella nostra comune esperienza dell'immaginario e della realtà. Un semplice, umano desiderio di trovare chi ci assomiglia per stabilire un legame, e per sentire nel profondo del cuore, che non siamo soli."

    Be_Together____by_lovejun
     
    "And if it ends today
    I'll still say that you shine brighter than anyone"

    November 11

    Nulla accade per caso

     
    Il loro amore è nato dalla più grande delle sciagure, la perdita di un fratello. Marco e Laura si sono incontrati al cimitero, mentre cercavano risposte davanti alle tombe dei loro cari, morti nel rogo della Thyssenkrupp di Torino. E si sono innamorati. Marco è il fratello minore di Antonio Schiavone, il primo operaio dell'acciaieria torinese a perdere la vita nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007. Laura è la sorella più piccola di Giuseppe Demasi, l'ultimo dei sette a morire al Cto di Torino. Si incontravano tutti i giorni al cimitero e, giorno dopo giorno, i due si sono lentamente avvicinati, hanno condiviso il loro dolore e ora, forse, decideranno anche di condividere qualcos'altro. Un tratto del cammino, il più lungo possibile, un pezzo delle loro esistenze. «Se ci sposeremo e avremo due figli maschi, li chiameremo Antonio e Giuseppe, come i nostri fratelli che hanno fatto una morte così orrenda: è un regalo che vogliamo fare ad entrambi, un modo per dire che li amiamo e che li ameremo sempre».
    Loro, intanto, vanno avanti e pensano al loro amore: «Forse è stata la disperazione che avevamo dentro e che abbiamo ancora, a spingerci l'uno verso l'altra. Ci eravamo già visti durante le veglie. Poi abbiamo cominciato ad incontrarci al cimitero, dove andavamo quasi tutti i giorni a portare fiori e a pregare. . E abbiamo cominciato a farci forza a vicenda, a parlare». Finchè il 31 agosto scorso Marco ha detto a Laura: «Dobbiamo proprio vederci soltanto al cimitero? Perché stasera non andiamo in pizzeria insieme? Non facciamo del male a nessuno e forse anche Antonio e Giuseppe sarebbero contenti».
     
     
    _Hand_Of_Fate_by_eliXile

    NULLA ACCADE PER CASO
     
     
    (Tratto da un articolo apparso su Leggo.it)


    November 07

    You Know You Need Me

    Ciao!
    Scusa se ti parlo così, ma ho come l'impressione che tu non ti renda conto della mia esistenza a volte...
    Io sono sempre stato con te, ti seguo sempre, ma a quanto pare non hai ancora deciso se vuoi farmi diventare il tuo migliore amico o il tuo peggior nemico. A volte lasci a me il lavoro sporco, con l'unica soluzione di trovarti ad accusare magari proprio le persone che ti avevano sconsigliato di affidarti alle mie mani.
    Io sono colui che se saprai stare al mio passo ti curerà da qualsiasi sofferenza, non dovrai provare a spingermi o a fermarmi. E' inutile e finiresti con il fare del male a te stesso.
    Sì, perchè se non avrai la forza di accettare quello che ho deciso per te, allora potrebbe essere la fine, e lì anche il mio potere finirà.
    Tu e io siamo come una barca in mezzo al mare, sono la tua brezza, ma sei tu che scegli in che direzione navigare. Ed è inutile che tu mi chieda di soffiare più forte quando ormai hai già perso la rotta.
    Posso essere il tuo schiavo o il tuo padrone, per me è indifferente, il mio unico scopo è accompagnarti. La meta e i compagni sceglili tu.
    Ti saprò dare le risposte, ma ti porterò anche dei dubbi. Ti farò conoscere persone nuove, altre te le porterò via.
    Se sarai fortunato nella vita ti lamenterai con me perchè non mi troverai mai abbastanza. Se non lo sarai, sarai tu stesso a chiedermi di abbandonarti.
    Se proverai a sfidarmi, io ti rovinerò.
    Se tu avrai rispetto per me, io ti prometto che farò il possibile per rendere la tua vita un sogno.

    Stammi bene.

    Ah, scusa. Non mi sono neanche presentato...
    Piacere, io sono il Tempo.

    time_goes_by_by_DogsWithBeards

    "Il tempo distrugge le cose costruite senza tempo"

    November 04

    London & Everything

    Ciao, bimba.

    Come hai fatto a trovarmi?

    Io sono io.

    Cosa ci fai qui?

    Un attimo fa suonavo il flauto...
    In questo momento sto guardando la sposa
    più bella
    che i miei stanchi occhi abbiano mai visto.

    Perché sei qui?

    Un ultimo sguardo.

    Oggi farai il bravo?

    Non ho mai fatto il bravo in tutta la mia vita. Ma farò del mio meglio... per essere dolce.

    Te l'ho sempre detto che quello dolce è il tuo lato migliore.

    Forse è per questo che tu sei l'unica ad averlo visto.

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    Perchè forse è così, forse è lei ad aver visto me. Non viceversa.

    September 16

    Ma almeno fuori c'è il sole

    The_sleep_of_wall_by_le_trompe_la_mort
     
    Cronaca di una giornata iniziata male:
    mi presento in stazione alla solita ora e con stupore vedo che il mio compare di viaggio non è sulla panchina vicino alle macchinette ad aspettare il treno. E qui la giornata sembrerebbe prendere una buona piega, niente torte mattutine con argomenti inutili e imbarazzanti... invece no. Eccolo che arriva con passo da perenne stato post-comatoso, esordisce con un mix di frasi 1) non richieste, 2) inutili, 3) prive di qualsiasi collegamento logico l'una con l'altra.
    Queste sono le testuali parole (o almeno ciò che mi è parso di capire grazie alla sua intonazione da cavernicolo):
     
    "Scusa ma sono venuto a piedi, fa troppo freddo! Ho anche preso su i biscotti se ti vanno. Sta già arrivando? Uh, e questa biondina?!"
     
    Man mano che le sue parole gli uscivano di bocca, nella mia mente già prendevano forma le varie risposte:
    -per me puoi anche venire in ginocchio sui ceci, anzi se te ne stai a casa mi fai anche un favore;
    -non mi vanno i biscotti, io la colazione la faccio a casa mia;
    -non è che sta GIA' arrivando, sono le 6.43, se l'orario è 6.43 non puoi dire "sta già arrivando", sei tu se sei in botta;
    -prima di metterti a bacchettare con le tipe la mattina in stazione, o trovi il modo di infilare dei sonniferi nel loro caffè o devi innanzitutto sbarazzarti di quel look da tossico che neanche Pablo Escobar.
     
    Non avendo nè tempo ma soprattutto voglia di argomentare la mia risposta al suo saluto, ho cercato di riassumere il tutto in una parola.
    Il risultato è stato un "buongiorno" farcito di un entusiarmo farlocco.
    Saliamo sul treno e puntualmente, nonostante le mie autodifese studiate a tavolino (mp3 e libro), inizia a parlare in maniera già di per sè incomprensibile, il che si traduce presto in un distribuire parole al vento dato che ormai ho nelle orecchie "The Metal" dei Tenacious D e in mano "La Talpa" di John LeCarré...
    Quanto mai ho risposto di sì quella volta che mi ha chiesto se conoscevo Chiara di San Fiorano.
    Ad un certo punto la fattanza sembra prendere piede e si addormenta secco sul sedile.
    Bella, fino a Milano Centale 'sto qua non si sveglia più.
    Errore.
    Arriviamo a Rogoredo:
     
    lui: (Toc toc sulla gamba)
     
    io: (già con l'ostia addosso perchè mi dà troppo fastidio quando sto facendo qualcose e mi picchiettano sulla spalla/gamba)
    «Eh...»
     
    lui: «Muy rapido!»
     
    io: (pensando che si riferisse al fatto che avevo già messo via il libro)
    «eh lo so, se no va a finire che non riesco a finire il capitolo e lo devo lasciare lì a metà...»
     
    lui: «no no, dicevo che è partito in fretta stavolta!»
     
    -_-'
     
    Cioè ma non vedi che sono lì per i cazzi miei che sto ascoltando la musica? Mi fai mettere in pausa, mi fai togliere gli auricolari, per dirmi "è partito in fretta"?!
    Guarda che ci sono anch'io sul treno, zio. Non è che me lo devi dire...
    Niente, la conversazione risulta essere piacevolmente assente per il resto del tragitto ad eccezione di un
     
    «stasera sono allo Stige, se vuoi»
     
    (se vuoi cosa? e comunque no, non voglio)
    «No, mi sa che stasera non esco, devo finire di vedere Heroes»
     
    «Be anche domani comunque»
     
    (tanto non vengo! Ma grazie di avermelo detto, almeno so dove non andare)
    «Eh dai magari domani sì»
     
    Ciao ciao
     
    L'incubo sembra finito, ma appena saliti sulla metro assistiamo all'inspiegabile fenomeno per cui il treno si muove a passo d'uomo per l'intero tragitto, portando via 10 min. buoni per fare da Centrale FS a Maciachini...
    Scendiamo, piottata fino in ufficio, ascensore: salgono due tizi insieme a noi, loro schiacciano il quinto, noi il nono... e l'ascensore non parte. La porta si chiude e riapre almeno un due o tre volte prima di decidersi a funzionare. Bene. Arriviamo al quinto, scendono i due tizi, e l'ascensore non riparte. Stavolta aspettiamo un quattro o cinque tentativi ma ai ripetuti TAC che si sentono ogni volta che si muovono le porte decidiamo di cambiare ascensore. Arriviamo fuori dall'ufficio, passo il badge: PIPIPI, non va. Riprovo... PIPIPI, niente. "Vale prova col tuo" PIPIPI. Non va neanche stavolta.
    Che gran giornata dimmerda.
     
    Where_Did_You_Sleep_Last_Night_by_LimKis
     
    Ma almeno fuori c'è il sole.


    September 10

    London Calling

    London_Eye_Twilight_April_2006
     
    Bene, dopo questo susseguirsi di emozioni dovute al PREMIO BRILLANTE WEBMWS Award 2008 e ai relativi commenti (grazie ancora a tutti) è giunto il momento di ritornare con i piedi per terra.
    Riprendendo il discorso interrotto nell'ultimo post, con Keira Knightley che illumina Leicester Square alla première di "The Duchess" e conseguente autocommiserazione per aver mancato l'evento di poche settimane, ecco che scatta la ricerca di un metodo sicuro e indolore per spostare il mio pensiero verso qualcosa che non sia la Londra. Quale miglior soluzione di una bella serata al cinema?

    Grave errore.

    L'idea di partenza era quella di andare a vedere Decameron Pie, classica commedia americana che ricalca le vicende della nota raccolta di Boccaccio. Perfetto, proprio quello che ci vuole per staccare un po'. Appena entrati subito la triste notizia: appena trenta posti liberi, prime due file, impraticabile.
    La scelta ricade allora sull'unico film non italiano, non ancora visto, non pacco e non X-Files:
    Doomsday - Il giorno del giudizio.
    Rassegnati ormai alla nostra scelta di riserva ci accomodiamo in sala. Ed è lì che accade l'irreparabile.
    Dopo qualche minuto di tranquillità i primi dubbi iniziano a farsi largo, la mente che si rifiutava di accettare un destino così crudele e meschino, ma è lì davanti ai miei occhi: un fiume che si snoda nel mezzo di una città, una ripresa veloce dall'alto, una ruota panoramica, una piazza... e poi eccola, la scritta che mi ricaccia brutalmente nella disperazione e nella nostalgia dei giorni scorsi:
     
    LONDRA, 2035
     
    Crying
     
    E' un tuffo al cuore: il Tamigi, il London Eye, Trafalgar Square, Piccadilly Circus, St. Paul... l'incredulità lascia velocemente spazio ai ricordi, dalla finale dei 100 mt vista sul maxischermo, all'ultima cena da Pizza Hut con relativo post-serata indimenticabile, da St. James's Park a Hampstead Park, da Highbury a Wembley.
    E tutto ciò che non viene mostrato nel film ma che è ancora fresco e indelebile nella mia memoria.
     
    Tutto questo per dire cosa? Semplicemente che è così che funziona, spesso si incontra il proprio destino sulla strada presa per evitarlo.
    Nulla accade per caso.
    June 10

    Red Carpet

    RedCarpet
     
    Alla fine sono ancora qui, demoralizzato non so se più per la sconfitta dell'Italia o per il fatto che da questa settimana Milano si ritrova inevitabilmente orfana, causa vacanze estive, di quella parte di società alla quale sono stato strappato brutalmente ormai da più di un mese, ma allo stesso tempo rasserenato dai primi barlumi di estate e relative giovani donzelle in abiti succinti che affollano la metro, sostituendo il comunque piacevole marasma studentesco mattutino.
    Confermate le vacanze e confermato lo stage fino a Ottobre resta da vedere se ci scappa anche un week-end suicida a fare downhill (o snowboard, neve permettendo) presso la modesta baita da venti (e dico venti) posti letto di proprietà del Gianca, "l'Altissimo".

    Stavolta niente deliri di onnipotenza nè inaspettati slanci di affetto verso i miei vari penfriends sparsi per l'Italia o discorsi filosofici sull'eterno conflitto tra il Bene e il Male.
    Il buon Giuseppe Massimo Sforza, in Marocco per un corso di Java di due settimane e un repentino cambio di sesso (il tutto a spese dell'azienda), risulta disperso e noi ci ritroviamo orfani dei nostri tutor e con un beneamato cazzo da fare.
    E' un periodo dimmerda anche per quanto riguarda i film, le varie sale infatti pullulano di produzioni che secondo me sono finanziate dagli stessi cinema pur di dare un po' di lavoro ai propri dipendenti. Non c'è altro modo di spiegare l'esistenza di film come "The Hitcher", "Chiamata senza risposta", e "Quando tutto cambia".
    Per non parlare dei treni. La scorsa settimana il ritardo accumulato dal "treno regionale 20431 delle ore 18.21, proveniente da: Milano Greco Pirelli e diretto a: Piacenza" raggiunge tranquillamente le tre ore (con punte di novanta minuti nell'occasione della sosta forzata a Tavazzano), e per coerenza la settimana successiva non poteva cominciare diversamente da come era finita la precedente: con i quaranta minuti di ritardo del "treno regionale 2646 delle ore 06.43, proveniente da: Mantova e diretto a: Milano Centrale".
    Ma vaffanculo...
    Nonostante tutto però mi ritrovo nel grazioso open-space al nono piano del numero 23 di via Gioacchino Murat a Milano (che fortunatamente sembra godere di un microclima a sè stante, visto il caldo che già alle otto di mattina regna per le strade), circondato dagli elementi più disparati, da geni informatici assoluti nel campo della programmazione a novenni di una pochezza mentale disarmante, da valide e procaci esponenti del genere femminile a veri e propri cabarettisti strappati al palcoscenico.

    photo_39

    «Dietro questa maschera non c'è solo carne, c'è un idea. E le idee sono a prova di proiettile»
     
    Un saluto a tutti con la speranza di tornare con un po' più di sostanza e meno storie di vita vissuta (male).
    A presto,
    Kuz

    May 28

    Blaxploitation

     

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    Anticipo già che a parte questa introduzione non ho la minima idea di quello che scriverò in questo intervento. Fondamentalmente scrivo in preda ai sensi di colpa per aver trascurato un po' questo Space ultimamente. Il fatto è che prima avevo a disposizione interi pomeriggi che spesso e volentieri erano dedicati alla ricerca di attività che evitassero al mio divano e alla PS3 eccessivi carichi di lavoro. E andava benissimo.
    Poi il dramma. Il corso finisce e da un giorno con l'altro mi ritrovo a dovermi svegliare tutte le mattine alle 6.00 per andare a Milano per lo stage. Non è il lavoro in sè che è pesante, perchè se hai da fare ti passa che è una meraviglia, è proprio lo stress del viaggio... Andata: Codogno - Milano Centrale in treno, poi metro fino a Maciachini e piozzi fino all'ufficio.
    Partenza da Codogno: 6.43, arrivo in ufficio: 8.15.
    Al ritorno peggio ancora: piozzi dall'ufficio a Maciachini, metro fino a Rogoredo FS (tutta la gialla praticamente) e treno fino a Codogno.
    Uscita dall'ufficio: 17.30, arrivo a Codogno: 19.00.
    Quanto tempo sprecato. Se non è uno sbatti questo...
    Meno male che ogni tanto ci sono degli elementi interessanti che rendono la deportazione un po' meno agonizzante come la ragazza con le scarpe gialle, la rossa con le labbra di Scarlett, il peruviano che suona la air-batteria, l'omino vestito in azzurro fosforescente con la PSP, la vecchia che sale convinta che sia il treno per Parma e quando scopre che va a Milano inizia a correre e si schianta contro la porta perchè c'era scritto "tirare".


     
    «Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita, penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente. La faccenda è che in questo momento hai talento, ma per quanto sia doloroso il talento non dura, e il tuo momento sta per finire. Ora, questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l'età, non è così. E poi, quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Eh? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili. Eri quasi arrivato ma non ce l'hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l'avresti già fatta. Sei dei miei?»


    Sono dei tuoi.

    Perchè anche volendo non mi posso più permettere di fare il michelàss (come fa qualche nobile altolocato di mia conoscenza), qui servono le sòld. Se no come faccio a mantenere un'AUDI S3 Sportback S-Line 3.2 turbo benzina e un superattico di 400 mt2 a Miami Beach? Andrà a finire che mi metto in società con Rosario. Tanto per occupare un po' il tempo nell'attesa di iscrivermi a Scienze della Mediazione Linguistica per poi andare a fare l'omino delle macchinette o il corriere della TNT...
    E come se non bastasse ci si mette anche il mio vizio di dire sempre di sì alla gente e in tempo zero mi ritrovo iscritto (di fatto contro la mia volontà e dopo aver firmato una clausola secondo la quale tutti i miei organi diventano di proprietà della polisportiva di Castelnuovo Bocca D'Adda) a ben due tornei di calcetto che naturalmente si svolgono in giorni consecutivi.


    «Due cose.
    Uno: non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te e il merdoso che presto vivra' il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare.
    Due: lascia la città stasera, all'istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.»


    Direi che per stavolta può bastare, faccio i complimenti a chiunque sia riuscito a leggere tutto fino alla fine senza manifestare sintomi di labirintite o sospette fuoriuscite di sangue dal naso e dalle orecchie e invito tutti a lasciare dei commenti anche se non avete un cazzo da dire (cosa molto probabile visto il contenuto).
    Vorrei dedicare un saluto speciale alle due persone che da sole occupano la pressochè totalità della mia fase R.E.M. quotidiana, a tutti quelli che si staranno chiedendo chi sono queste due persone, ma in particolar modo a tutti quelli a cui non frega una beata fava.

    A presto, si spera.

    Kuz



    March 19

    Non è come andare in bicicletta

    Succede che ti accorgi (illudi) di non essere l'unico, prima o poi te lo aspetti perchè lo vedi nei film, lo senti dalla gente, i tuoi amici ne parlano. Ma spesso (sempre) non è come te lo aspetti. Reagisci perchè pensi che sia l'unico (ultimo) modo per toglierti un peso, perchè è bello se c'è chi ti fa capire che non è tempo buttato al vento. Ma adesso non c'è più nessuno, è come se nel bel mezzo di un temporale vedessi un lampo e lo scambiassi per il sole che finalmente spazza via tutto. Ma è solo un lampo, e dopo sembra tutto ancora più buio e freddo. E non c'è nemmeno più un albero sotto cui ripararsi. Arrivi a un punto in cui perdi (trovi) la certezza, se pensi di averla in qualche modo mai avuta, e ti sfugge tra le mani, senza un perchè, pensando (sperando) che non sia colpa tua. Ma non trovi altra spiegazione. A questo punto, cos'è che ti spinge a continuare? Cosa ti impedisce di costruire un muro e lasciar perdere? Il fatto è che di cosa siamo fatti tutti noi, se non di brandelli di altri? Parti che (non) prendono comunque una forma e una vita propria. Cosa succede allora se si tagliano i ponti, se si chiudono gli occhi? L'unica cosa che mi rimane da pensare è che c'è un solo modo per trovare le risposte: non cercarle.
    March 05

    E c'è chi dice che il calcio è solo un gioco...

    Faceva freddo, pioveva e siamo anche usciti dalla Champions, ma in tutta la mia vita non mi era mai capitato di provare un'emozione simile... Siamo arrivati allo stadio verso le otto e quindi c'era già tutto pieno, i cori si sentivano fin dalla strada e il colpo d'occhio da fuori è da togliere il fiato, specialmente per me che non ci ero mai stato e che la partita più importante che avevo visto era Guardamiglio - San Fiorano di 3a categoria... Mentre saliamo le scale mi tremano già le gambe e appena vedo le luci capisco che finchè avrò la fortuna di vivere su questa Terra questo sarà il ricordo più bello che io possa immaginare. Quando sarò vecchio,  solo, e rincoglionito,  vedrò ancora nella mia mente gli scatti di Kakà, i dribbling di Pato, le parate di Kalac, le discese di Oddo, la grinta di Ambrosini, i lanci di Pirlo, il coraggio di Gattuso, i fuorigioco di Inzaghi, la sicurezza di Kaladze, la superba eleganza di Nesta e la Leggenda del Calcio in persona, Il Capitano, Cuore di Drago: Paolo Maldini, l'annuncio delle formazioni, i fischi appena partivano i cori dell'Arsenal e lo stadio che tremava appena partivano quelli del Milan, la lacrima scesa al gol di Fabregas ma le mani comunque rosse dagli applausi e la voce roca dal tanto gridare.
    Grazie Milan, grazie San Siro.
     
    stadio_san_siro
     
    E c'è chi dice che il calcio è solo un gioco...
    February 29

    Volevo solo riempire lo spazio...

    Tutto è iniziato quasi per gioco, un modo come un altro per personalizzare il mio Space con dei banali commenti sui miei film preferiti. Fatto sta che, complici forse film come American Gangster, capaci di stimolare la mia creatività e non solo, mi è addirittura arrivata una proposta di collaborare come "critico cinematografico" (io critico cinematografico? ma per piacere...) per un "vero" blog ( http://www.centraldogma.it ). All'inizio sono rimasto spiazzato, forse perchè nessuno aveva mai manifestato questo tipo di intesesse prima d'ora verso qualsiasi mia qualità, se così si può chiamare. Tuttavia devo ammettere che ci sto pensando seriamente... Drink up, me hearties. Yo ho.